CHE COSA VUOL DIRE EUTANASIA DIGITALE? PARLIAMONE.

Otto

Pubblicato il: 25 Dicembre 2019

Novembre 2017. Federico Scarioni lo conosco da un paio di anni, ma nell’ultimo anno la nostra frequentazione, fatta di telefonate demenziali e dei miei commenti affilati all’editing del suo ultimo prodotto, che è stato pubblicato a settembre da Chinaski, è diventata più assidua. Adesso Cane Sciolto è nelle librerie, e sta andando più che bene, ma non è più al centro delle nostre disquisizioni. Mi ha presentato un manoscritto breve e delirante, dal titolo “14 ore a Natale”, che vorrebbe pubblicare nel Natale 2017 con il suo primo editore. Mi oppongo, dapprima in modo blando, poi via via più fermo. Gli do ragioni tecniche, il libro è troppo breve, e ragioni di opportunità, perché vorrei poter utilizzare con Chinaski la sua esposizione mediatica ottenuta con la biografia di Omar Pedrini. Intanto lui non pubblica, poi il tempo passa, poi mi dico che quella storia può essere sviluppata, ci si può divagare dentro, intorno. Poi, e sono già passati mesi, mi accorgo che anche così, con le mie pagine in più, non saprei come porre sul mercato un oggetto di questo tipo. E allora decidiamo di metterci dentro, con l’aiuto di volenterosi quanto innocenti artisti visuali, quella parte che in genere alla narrazione pura e semplice manca del tutto: l’allucinazione allo stato elementare. Ne abbiamo stampati pochi, ne abbiamo messi in commercio pochi, non per spirito elitario, ma per mero realismo. Non è facile condividere, vendere, un progetto che neppure noi abbiamo capito fino in fondo. Ma il libro ora è qui, e si prenderà cura di noi, così come di voi che lo leggerete. E se vi piacerà, siete pregati di gridarlo forte.

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